domenica, luglio 13, 2008

Follia


Follia 2008 from Alberto Berlini, Luca Schirru, Ilario Pignerelli, Simona Volpe, Agnese Amoruso, Chiara del Priore on Vimeo.

martedì, luglio 08, 2008

Notte Rosa


Notte Rosa
Inserito originariamente da CROSSING UNIVERSE

spettacolo

giovedì, luglio 03, 2008

Red on the night, good time for tomorrow


Red on the night, good time for tomorrow
Inserito originariamente da CROSSING UNIVERSE

domenica, giugno 29, 2008

vita: girotondo o sali-scendi?



http://happysmile.splinder.com

giovedì, giugno 19, 2008

Incredibile

PK Publikompass spa Non ci credo...
mi hanno preso!!!!
lunedì si inizia.

uff.. mi mancherà casa

rimini
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Soundtrack: Gianna Nannini - Profumo

lunedì, giugno 16, 2008

Gianni Porgimicrofono Riotta

qual esempio di giornalismo.. no.. mi rifiuto di chiamarlo giornalismo, servilismo nostrano.. ecco una chiacchera del nostro Gianni con il nonnino Giorgio Dabliu Boschetto prossimo alla dorata pensione.



Ovviamento il post della Rai non permette commenti.. esempio di come al solito non capiscano nulla.. nn vedo l'ora che vi spazzino via.
ps. se lo dice anche un vecchio giornalista della rai (detto PdS) che il tg1 2 3 4 5 6 fanno schifo.. ragazzi spegnete la tv.

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Soundtrack: Sylvain Chauveau - Le Monde Interieur
via FoxyTunes

mercoledì, marzo 26, 2008

twenty4party


twenty4party

Happybirthday Albé..
coming soon on April the 5th
@ CharroCafè_Rome!

Stay Tunned!!

venerdì, marzo 07, 2008

Fabio Volo

Perchè il ritorno è la cosa più importante del viaggio

venerdì, febbraio 29, 2008

ma il cielo è sempre più blu

sabato, febbraio 09, 2008

REGIME ALIMENTARE

6 GIORNI A SETTIMANA _ 160g PROTEINE 200g CARBOIDRATI xUPC

COLAZIONE

TAZZA DI THE VERDE / CAFFELATTE + 4 FETTE BISCOTTATE E MARMELLATA SENZA ZUCCHERO

+ 30g DI PROTEINE (bresaola o confezione panMonviso)

1/2 MATTINA

1 ROSETTA + 100g DI BRESAOLA/MANZO/120g DI TONNO/100g TACCHINO

PRANZO

100g DI RISO/PASTA+ 200g DI CARNE BIANCA + VERDURA A VOLONTA'

1/2 POMERIGGIO

1 MELA + 80g DI BRESAOLA/TACCHINO/MANZO/ 100g DI TONNO

CENA

VERDURA (PRIMA DEL PASTO) + 200g CARNE ROSSA / 250 PESCE AZZURRO

+ 100g DI PATATE (2 VOLTE SETTIMANA) + 100g DI LEGUMI (2VOLTE SETTIMANA)

NB: 3lt ACQUA AL GIORNO, SALE MARINO IODATO, 5 CUCCHIAI DI OLIO D'OLIVA

ALLENAMENTO 4 GG SETTIMANA + CARDIOFIT 1 ORA

giovedì, febbraio 07, 2008

IL DIRITTO D’AUTORE NELL’ERA DIGITALE.

SPIRALI EVOLUTIVE DEL DRM, IL CASO QTRAX.

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INTRODUZIONE: IL DIRITTO D’AUTORE E IL COPYLEFT

Il 28 gennaio del 2008 sulle prime pagine di tutti i quotidiani on-line si annunciava una rivoluzione del modello di vendita e distribuzione dei contenuti multimediali. La popolarità di strumenti digitali per l’accesso a contenuti multimediali come personal computer, lettori mp3, divx, telefonini di nuova generazione, affiancata dalla diffusione dell’accesso ad Internet a Larga Banda e delle reti Peer To Peer, permettono ad ogni singolo utente l’accesso alla macchina della produzione e diffusione di contenuti. Tutto ciò sta creando un nuovo scenario capace di modificare il consolidato sistema autore-distributore-cliente.

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leggi in pdf

martedì, febbraio 05, 2008

italietta...



appunto
, invece, in un altro mondo la politica è diversa

CHANGE
It was a creed written into the founding documents that declared the destiny of a nation. It was whispered by slaves and abolitionists as they blazed a trail toward freedom. Yes we can. It was sung by immigrants as they struck out from distant shores and pioneers who pushed westward against an unforgiving wilderness. Yes we can. It was the call of workers who organized; women who reached for the ballots; a President who chose the moon as our new frontier; and a King who took us to the mountaintop and pointed the way to the Promised Land. Yes we can to justice and equality. Yes we can to opportunity and prosperity. Yes we can heal this nation. Yes we can repair this world. Yes we can. We know the battle ahead will be long, but always remember that no matter what obstacles stand in our way, nothing can stand in the way of the power of millions of voices calling for change. We have been told we cannot do this by a chorus of cynics...they will only grow louder and more dissonant ........... We've been asked to pause for a reality check. We've been warned against offering the people of this nation false hope. But in the unlikely story that is America, there has never been anything false about hope. Now the hopes of the little girl who goes to a crumbling school in Dillon are the same as the dreams of the boy who learns on the streets of LA; we will remember that there is something happening in America; that we are not as divided as our politics suggests; that we are one people; we are one nation; and together, we will begin the next great chapter in the American story with three words that will ring from coast to coast; from sea to shining sea -- Yes. We. Can.

giovedì, gennaio 24, 2008

che fare

Immagine3Si può fare i deficenti e scendere in piazza a festeggiare.. Si può fare i coglioni e prendersela con Mastella ( a proposito ma non aveva detto che doveva stare vicino a sua moglie?) o con Veltroni. Oppure.. ci si può fermare ... riflettere.. e chiedersi.. e 'mo?! che si fa?! dove andiamo?! con chi?!
ahi.. a leggere quello che si dice all'estero vien da piangere.. a vedere quello che succede in Italia pure. Di maggioranze ( siamo l'unico paese dove non c'è una maggioranza, ma a volte ce ne sono due.. incredibbileee) che possano garantire un minimo di governabilità.. bhe.. nemmeno una.. Elezioni?! oddio..e per due mesi stiamo al palo?! bene bravi.. BELLA MERDA!
Il NYTimes titolava una settimana fa: "A FETID ITALY" ..
oggi LE MONDE apre la sua pagina online così ...
Immagine2
Quello che possiamo affermare è la fine del "Prodismo", come affermato in questo splendido articolo di Repubblica, quasi come un coccodrillo già bello confezionato in attesa di palazzo madama.. Un premier sfiduciato non può avere un reincarico da parte del capodellostato, per cui per Romano si prospetta un bel rientro in quella sua amata Bologna.. Lui che di romaneggiante ha solo il nome, nel bene e nel male è stato il co-protagonista della politica italiana dell'ultimo decennio. Per lui ora si prospetta un babypensionamento dorato. Per qualcun'altro la vecchiaia è stata cancellata da lifting (s) e trapianti.. il cavaliere lumbard che già scalpita e chiama in diretta il fedele scudiero "Sancho" Fede .. e hai voglia a spiegarlo a Gianfranco che non è ancora il suo momento. Pierferdi già sfodera il proverbiale sorriso DiCinniano a tutto l'emiciclo.. e intanto Walter comincerà a pensare che sto PD forse è stato una cazzata. Peccato. Lo ammetto ci avevo sperato. Ci speravo in un Nuovo Rinascimento Italiano.
Ora mi prendo la mia laurea e mi sa che me ne vo' via. 'Sto paese non mi garba mica più di tanto. 'Ste camice nere che stanno in strada a fa' casino, me sembran più stupidi de' somari che cè governano.
Lo disse un vecchio futurista come Marinetti "
Ogni idea politica è un organismo vivo. I partiti sono quasi sempre destinati a diventare dei grandi cadaveri gloriosi. "
Infondo
i futuristi hanno avuto ragione nel pronosticare che la velocità avrebbe avuto un grande ruolo nello sviluppo dell'umanità, ed è perciò che si può ben capire come mai l'uomo abbia così fretta di andare a farsi fottere.
Speranze non ne ho.. ho solo gli occhi di quegli amici che come me si guardano attorno con paura e preoccupazione, sconsolatezza e tanta tanta amarezza. Non ci piangiamo addosso, No. Avete tentato di renderci Apatici riempiendo le nostre giornate di chiacchere e sessualità, avete tentato di imbrogliarci facendo diventare giornali e tg uffici stampa del potere. Ci siamo incazzati. Vi abbiamo mandato a fanculo. Ora ci battiamo solo per riprenderci il futuro che volete negarci. Schifati dal palazzo, schifati dal teatrino quotidiano nelle università, (come vergonosamente illustrato da Beppe), nelle tv, nelle radio, sui giornali, nei palazzi della giustizia. Una volta obbietterà qualcuno era peggio. Ma una volta c'erano idee e ideali.
Ora abbiamo solo apportunisti arrivisti cialtroni.
La situazione economica è seria. La recessione americana sta arrivando e i più deboli ne pagheranno le conseguenze. L’Italia non può più reggere.
Il ritorno al voto con la legge elettorale porcata è un insulto. Votare in questo caso non avrà alcun senso. Si votino da soli. Guadagneranno forse ancora del tempo, ma il loro tempo sta per finire.

martedì, gennaio 22, 2008

Goodmornig and Goodnight Italy

Povera patria!
Italia 2008

L'Italia nella burrasca senza timonieri

giovedì, gennaio 17, 2008

Noi..

Noi che la penitenza era ‘dire fare baciare lettera testamento’.
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo ‘Parco DellaVittoria e Viale Dei Giardini’.
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa.
Noi che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.
Noi che giocavamo a ‘Indovina Chi?’ e conoscevamo tutti i personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a Forza 4.
Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città.. e la città con la D era sempre Domodossola.
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album Panini.
Noi che avevamo il ‘nascondiglio segreto’ con il ‘passaggio segreto’.
Noi che ci divertivamo anche facendo ‘Strega comanda color.’.
Noi che giocavamo a ‘Merda’ con le carte.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic.
Noi che avevamo i cartoni animati belli!!
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake,Mazinga,Daitan3,Gundam,Astro-Robot e Daltanious.
Noi che ‘Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe piu forte di Holly E Mark Lenders…’
Noi che guardavamo ‘La Casa Nella Prateria’ anche se metteva tristezza.
Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasmaformaggino o un francese, un tedesco e un italiano
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l’albero.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso più eri figo
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.
Noi che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che il ‘Disastro di Cernobyl’ vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c’era Happy Days.
Noi che il primo novembre era ‘Tutti i santi’,mica Halloween.
Noi che a scuola con lo zaino Invicta e la Smemoranda.
Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso
Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo
Noi che all’oratorio le caramelle costavano 50 lire
Noi che si suonava la pianola Bontempi.
Noi che la Ferrari era Alboreto, la McLaren Prost, la Williams Mansell,la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini e la Tyrrel a 6 ruote!!!!!
Noi che la merenda era la girella e il Billy all’arancia
Noi che le macchine avevano la targa nera..i numeri bianchi..e la sigla della provincia in arancione!!
Noi che guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari
Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars
Noi che abbiamo passato belle serate in bagno dopo Colpo Grosso (per gli ometti!!!)
Noi che giocavamo col Super Tele
Noi che il tango costava ancora 5 mila lire e.. ’stai sicuro che questo non vola…’
Noi che le All Star le compravi al mercato a 10.000 lire e c’erano le Nike Legend e le Clarck azzurre.
Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli delle femmine
Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu/verde con l’interno arancione e i miniciccioli nel taschino.
Noi che se eri bocciato in 3° media potevi arrivare con il Fifty o il Cobra truccato ed eri un figo della Madonna!!!
NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE
E SORRIDIAMO QUANDO CE LE RICORDIAMO

NOI CHE SIAMO STATI QUESTE COSE E GLI ALTRI NON SANNO COSA SI SONO PERSI!!!
QUESTA è PARTE DELLA NOSTRA STORIA…

Piccole poesiole generazionali crescono

martedì, gennaio 15, 2008

Quando non cè dialogo

papa169Quando non c'è il dialogo, alla fine non c'è vincitore, ma solo tanti sconfitti.. l'ennesimo schifo italiano. Un mese fa Mahmud Ahmadinejad ha parlato all'uditorio della ColumbiaUniversity. Contestato certo. Ma dialogato (tra parentesi). Ma noi non permettiamo al Papa (chiamatelo Rottweiler, nazista quello che volete) di visitare la più famosa... mm no, importante.. mm forse neppure.. insomma una delle più antiche università d'italia?! vabbè schifamoci un po' tutti. Bleah... ho la nausea.. contestare ok.. esporre le proprie opinioni ok.. ma alzare le barricate.. segno di una inciviltà serpeggiante, di una stupidità crescente, di una ignoranza che si rifugia nel rifiuto del confronto. Sapete tutti come la penso, quanto odio il qualunquismo, ma senza dialogo c'è solo lo spazio per gli idioti, i cretini, gli stupidi.
O nos, Patres, iuvate

il grande risiko del potere

Quello che si sta per aprire sarà il momento in cui verranno tirati i dadi e tutti i players giocheranno le proprie carte. Chi ha fatto fino ad ora le mosse giuste si sarà accaparrato le posizioni dominanti della scacchiera.
Mercato interno: lasciamo perdere il grottesco mercantilismo della riforma della legge elettorale, della legge sulla tv, del PD, del PdL, del cisiamotutti nonmancanessuno cèpuremastella. Da qui a Maggio si apre la verifica e la sostituzione/conferma dei CDA di Eni, Enel, Finmeccanica, Terna, Poste, Tirrenia, praticamente di tutta l'industria di cui lo stato è azionista di rifermimento (mancano Alitalia e FS). Sono tutte aziende quotate con quote consistenti di capitale e di debito in mano estere, per cui Mortadella e soci (le nomine spettano al PadoaBamboccioneSchioppa) non possono presentare nomi non superqualificati o far danni. Su questo tiriamo un sospiro di solivo.. benedetti padroni esteri.
Mercato Multimediale USA: partiamo dall'inizio, cioè dall'Australia, dove nel 1931 nasce lo "squalo" Keith Rupert Murdoch. Eredita giovanissimo due testate a bassa tiratura nella regione di Adelaide. Nel 1969 torna il UK (aveva studiato ad Oxford) e compra il "news of the World" e "the Sun" facendoli diventare i più importanti tabloid britannici. Nel '76 mette le mani sul "New York Post" poi nel 1981 "the Times" e "the sunday Times". Grazie alla holding NewsCorp controlla 30 miliardi di business, stampa 175 quotidiani in inglese per un totale di 40 milioni di copie. Inoltre controlla il network televisivo "Fox", e tutte le consociate sparse per il mondo (Sky in Italia).Questo fino a qualche mese fa, quando lo "squalo" ha formalizzato l'acquisto del gruppo Down Jones (per 5miliardi di $) e del "Wall Street Journal". Oltre alla malignità di chi vede un impegno politico conservatore, resta il tentativo di cercare di dare una spinta al crisi del mercato della stampa tradizionale. Il calo dei lettori e conseguentemente degli introiti pubblicitari può essere superato puntando sul web e sull'informazione economica? Secondo questa logica Murdoch pensa di rinunciare a far pagare l'accesso ai contenuti online del "WSJ" per attrarre migliaia di nuovi utenti, incrementando la pubblicità. Si prefigge anche di valorizzare le sinergie tra il "Journal" e la "Fox Business Network" (ma non prima del 2012 quando scadrà il contratto tra la "DownJones" e la "CNBC"), il nuovo canale di informazione finanziaria del gruppo. E proprio per contrastare lo Squalo è entrato in vigore una settimana fa un nuovo accordo tra il gruppo "NewYorkTimes" (giudato da Arthur Sulzberger, editore anche del "Boston Globe") e il colosso "GeneralElectric" (di Jeffrey Immelt) che controlla il Network "NBC". Immelt aveva cercato di contrastare la scalata di Murdoch alla "DownJones", prima contando sull'opposizione della famiglia Bancroft, da cent'anni al controllo del Journal, poi su ipotetiche contro-cordate, ma i 5 miliardi erano troppi per editori di giornali con bilanci in continua flessione (previsto un -8% dei redditi nel settore nel 2008). Nella scompagine generale CNBC e NYT si scambieranno contenuti senza contropartite finanziarie, la Reuters è stata venduta ai canadesi della Thompson, la Monsanto ha triplicato gli utili nell'ultimo trimestre grazie alle esportazioni di erbicidi nell'america latina, di piantagioni di mais ogm in Brasile (28miloni di acri coltivati a semi ibridi!!) che poi esporta nella Cina dalla domanda di prodotti alimentari in costante crescita. Nel frattempo la "McDonald's" apre i McCafè, molto italianstyle, lanciando la sfida a "Starbucks". Prezzi tra i 2 e i 3 $. Già oggi il barista sotto casa ha ritoccato il prezzo: espresso, ristretto, 1euro... se lo chiedevo lungo avevo più gusto a tirarglielo in faccia.
Speriamo almeno che non fosse OGM.

martedì, dicembre 25, 2007

Natale 2007


Auguri!

lunedì, dicembre 10, 2007

THANK$GIVING NATION

L’economia americana, luci e ombre dell’american way.

Cosa si nasconde dietro il sogno della banconota con la S barrata.

Chiariamolo fino dall’inizio, l’economia statunitense è il motore trainante del mondo dal 1918. Uscita dopo la prima guerra mondiale dalla logica dell’isolamento, la sua economia ha condizionato l’economia globale. Primo paese per Prodotto Interno Lordo con 13.000 miliardi di dollari nel 2006, è rimasto per un secolo il paese dei balocchi; i numeri raccontano di un reddito pro capite di oltre 43.000 $, un tasso di disoccupazione al 4%, e di un 20% di redditi alti e di un 4% di altissimi. Ma, tra le righe dei conti economici e delle statistiche sociali, emerge un 12% della popolazione al disotto della soglia di povertà, una disuguaglianza sociale in forte aumento e una riduzione del potere di acquisto della classe media. Nel 1980 il 20% più ricco aveva il 44% del reddito e lo stipendio medio di un manager era 40 volte quello di un dipendente, mentre il reddito medio di un trentenne era di 40000$/anno. Nel 2002 il 20% più ricco possedeva il 50% del reddito e lo stipendio manageriale superava di 400 volte quello dipendente. I figli soffrono il confronto con i padri, oggi il reddito medio dei trentenni si attesta a 35000$/anno, nonostante tutti gli indici di produttività continuino a mostrare il segno positivo. In fondo l’america va così. Inseguire l’american dream a costo di indebitarsi, incominciando a lavorare molto prima e finendo di lavorare molto dopo qualunque stato europeo. La spinta al consumo spinge l’economia, ma induce un andamento fortemente speculativo, come hanno dimostrato le cicliche esplosioni delle bolle finanziarie. La svalutazione del dollaro promossa dalla FED tra il 2001 e il 2003 ha consentito di superare la crisi dei mercati agevolando gli investimenti. Se l’elevata produttività ha contenuto la tendenza inflativa, il rialzo dei tassi resosi necessario nel 2004 ha causato un rallentamento dell’economia e l’insolvenza dei mutui stipulati da molte famiglie. La pratica della cartolarizzazione dei titoli di credito e la diffusione globale delle obbligazioni derivate ha provocato una crisi finanziaria da 300 miliardi di $, contribuendo a compromettere la stessa fiducia nel dollaro come moneta di riserva mondiale. Non è più fuori luogo ipotizzare un terzo ordine monetario basato su un paniere di valute tra cui spiccherebbe l’euro. L’essere il centro dell’economia mondiale non è il maggiore tra i problemi che toccano i cittadini americani; un discusso film di Michael Moore ha puntato i riflettori sul diritto all’assistenza sanitaria. La sanità pubblica americana è basata sulla presenza di un sistema di aiuti federali, il cosiddetto Medicare, dedicato alla popolazione ultra sessantacinquenne, e di aiuti per i poverissimi, il Medicaid, a carico dei singoli Stati. Tuttavia, se la sanità pubblica copre solo 20% della popolazione, il resto della popolazione deve stipulare un’assicurazione privata. Le polizze assicurative sono pagate dal datore di lavoro per il 63% dei lavoratori under 65, ma in tale modo il 35% dei minori di 65anni si trova senza copertura alcuna. Inoltre in caso di fallimento delle imprese le polizze decadono. Gli interessi di questi 50 milioni di americani saranno al centro del dibattito politico delle presidenziali del 2008, in cui si affronterà lo strapotere delle lobby assicurative che non hanno permesso in passato cambiamenti nello status quo.

BERLINI ALBERTO

IL TRENO CHE NON C’E’

Perché fare impresa in Italia non è un affare

Le incertezze dell’economia italiana tra tesoretto e debito pubblico

Eureka, finalmente un’idea. Ora per trasformare un’idea in qualcosa di concreto se fossi negli Stati Uniti basterebbero due mesi. Partorire un’impresa in Italia comporta 284 giorni di attese e lungaggini burocratiche. Nel frattempo il mercato si sarebbe già trasformato e forse l’idea sarebbe già stata superata. Mi sarei scontrato con un costo della tenuta di un conto corrente doppio rispetto a quello presso una banca inglese, e con un costo dell’energia elettrica più alto rispetto alle media UE. Avrei inoltre constatato infrastrutture inadeguate e tempi di movimentazioni delle merci lunghissimi e costosi. Soprattutto mi sarei chiesto perché non aprire la stessa attività all’estero.

L’Italia è al 23° posto in Europa come capacità di fare impresa; benché l’export segni un +8% con un plusvalore di 377 milioni di euro sulla bilancia commerciale, l’Italia cresce meno della media UE. Se le aziende del made in Italy come la Fiat registrano il 13° trimestre consecutivo di crescita, il 70% della produzione industriale italiana è fatta da medie imprese, piccoli “Davide” contro i giganti che detengono il controllo del mercato globale, piccole realtà senza grosse capacità di investimento in ricerca, inserite in un paese dove solo l’1% del Pil viene investito in Sviluppo, la metà rispetto alla media europea.

L’Italia è anche il paese dove lo stato spende 70 miliardi di Euro l’anno in interessi passivi sul debito pubblico, dove inoltre si stima un mancato introito di 100 miliardi di euro a causa dell’evasione fiscale: un importo pari al 16% del Pil. Anche solo contenendo questi due indici passivi la situazione forse potrebbe veramente mutare. Resta la spesa del Welfare maggiore della media Europea, assorbita, tuttavia, per il 15% dal sistema pensionistico. Resta vacante tutto il sistema di aiuti statali a disoccupati e non autosufficienti. Così davvero “le tasse sarebbero bellissime”.

Il sistema Italia si trova a fare i conti con il proprio passato per presentarsi al confronto con un’economia globale concorrenziale, con un euro forte che ci tiene al riparo delle crisi internazionali, ma che non consente politiche svalutative tali da sostenere le esportazioni delle imprese italiane. L’industria inoltre costituisce solo il 23% del Prodotto Interno Lordo. Il 75% del Pil è opera del terzo settore. La crescente domanda interna dei servizi potrebbe essere la carta vincente, il volano dell’economia, ma solo se verrà attuata una restaurazione del sistema nella logica della concorrenza e della caduta dei monopoli corporativi.

BERLINI ALBERTO