Follia
Follia 2008 from Alberto Berlini, Luca Schirru, Ilario Pignerelli, Simona Volpe, Agnese Amoruso, Chiara del Priore on Vimeo.
mediablog 2007-2008... i lavori degli anni romani
REGIME ALIMENTARE
6 GIORNI A SETTIMANA _ 160g PROTEINE 200g CARBOIDRATI xUPC
COLAZIONE
TAZZA DI THE VERDE / CAFFELATTE + 4 FETTE BISCOTTATE E MARMELLATA SENZA ZUCCHERO
+ 30g DI PROTEINE (bresaola o confezione panMonviso)
1/2 MATTINA
1 ROSETTA + 100g DI BRESAOLA/MANZO/120g DI TONNO/100g TACCHINO
PRANZO
100g DI RISO/PASTA+ 200g DI CARNE BIANCA + VERDURA A VOLONTA'
1/2 POMERIGGIO
1 MELA + 80g DI BRESAOLA/TACCHINO/MANZO/ 100g DI TONNO
CENA
VERDURA (PRIMA DEL PASTO) + 200g CARNE ROSSA / 250 PESCE AZZURRO+ 100g DI PATATE (2 VOLTE SETTIMANA) + 100g DI LEGUMI (2VOLTE SETTIMANA)
NB: 3lt ACQUA AL GIORNO, SALE MARINO IODATO, 5 CUCCHIAI DI OLIO D'OLIVA
ALLENAMENTO 4 GG SETTIMANA + CARDIOFIT 1 ORA
SPIRALI EVOLUTIVE DEL DRM, IL CASO QTRAX.
---> more <---
INTRODUZIONE: IL DIRITTO D’AUTORE E IL COPYLEFT
Il 28 gennaio del 2008 sulle prime pagine di tutti i quotidiani on-line si annunciava una rivoluzione del modello di vendita e distribuzione dei contenuti multimediali. La popolarità di strumenti digitali per l’accesso a contenuti multimediali come personal computer, lettori mp3, divx, telefonini di nuova generazione, affiancata dalla diffusione dell’accesso ad Internet a Larga Banda e delle reti Peer To Peer, permettono ad ogni singolo utente l’accesso alla macchina della produzione e diffusione di contenuti. Tutto ciò sta creando un nuovo scenario capace di modificare il consolidato sistema autore-distributore-cliente.
---> more <---
leggi in pdf
Si può fare i deficenti e scendere in piazza a festeggiare.. Si può fare i coglioni e prendersela con Mastella ( a proposito ma non aveva detto che doveva stare vicino a sua moglie?) o con Veltroni. Oppure.. ci si può fermare ... riflettere.. e chiedersi.. e 'mo?! che si fa?! dove andiamo?! con chi?!
NOI CHE SIAMO STATI QUESTE COSE E GLI ALTRI NON SANNO COSA SI SONO PERSI!!!
QUESTA è PARTE DELLA NOSTRA STORIA…
Piccole poesiole generazionali crescono
Quando non c'è il dialogo, alla fine non c'è vincitore, ma solo tanti sconfitti.. l'ennesimo schifo italiano. Un mese fa Mahmud Ahmadinejad ha parlato all'uditorio della ColumbiaUniversity. Contestato certo. Ma dialogato (tra parentesi). Ma noi non permettiamo al Papa (chiamatelo Rottweiler, nazista quello che volete) di visitare la più famosa... mm no, importante.. mm forse neppure.. insomma una delle più antiche università d'italia?! vabbè schifamoci un po' tutti. Bleah... ho la nausea.. contestare ok.. esporre le proprie opinioni ok.. ma alzare le barricate.. segno di una inciviltà serpeggiante, di una stupidità crescente, di una ignoranza che si rifugia nel rifiuto del confronto. Sapete tutti come la penso, quanto odio il qualunquismo, ma senza dialogo c'è solo lo spazio per gli idioti, i cretini, gli stupidi.

Cosa si nasconde dietro il sogno della banconota con
Le incertezze dell’economia italiana tra tesoretto e debito pubblico
Eureka, finalmente un’idea. Ora per trasformare un’idea in qualcosa di concreto se fossi negli Stati Uniti basterebbero due mesi. Partorire un’impresa in Italia comporta 284 giorni di attese e lungaggini burocratiche. Nel frattempo il mercato si sarebbe già trasformato e forse l’idea sarebbe già stata superata. Mi sarei scontrato con un costo della tenuta di un conto corrente doppio rispetto a quello presso una banca inglese, e con un costo dell’energia elettrica più alto rispetto alle media UE. Avrei inoltre constatato infrastrutture inadeguate e tempi di movimentazioni delle merci lunghissimi e costosi. Soprattutto mi sarei chiesto perché non aprire la stessa attività all’estero.
L’Italia è al 23° posto in Europa come capacità di fare impresa; benché l’export segni un +8% con un plusvalore di 377 milioni di euro sulla bilancia commerciale, l’Italia cresce meno della media UE. Se le aziende del made in Italy come la Fiat registrano il 13° trimestre consecutivo di crescita, il 70% della produzione industriale italiana è fatta da medie imprese, piccoli “Davide” contro i giganti che detengono il controllo del mercato globale, piccole realtà senza grosse capacità di investimento in ricerca, inserite in un paese dove solo l’1% del Pil viene investito in Sviluppo, la metà rispetto alla media europea.
L’Italia è anche il paese dove lo stato spende 70 miliardi di Euro l’anno in interessi passivi sul debito pubblico, dove inoltre si stima un mancato introito di 100 miliardi di euro a causa dell’evasione fiscale: un importo pari al 16% del Pil. Anche solo contenendo questi due indici passivi la situazione forse potrebbe veramente mutare. Resta la spesa del Welfare maggiore della media Europea, assorbita, tuttavia, per il 15% dal sistema pensionistico. Resta vacante tutto il sistema di aiuti statali a disoccupati e non autosufficienti. Così davvero “le tasse sarebbero bellissime”.
Il sistema Italia si trova a fare i conti con il proprio passato per presentarsi al confronto con un’economia globale concorrenziale, con un euro forte che ci tiene al riparo delle crisi internazionali, ma che non consente politiche svalutative tali da sostenere le esportazioni delle imprese italiane. L’industria inoltre costituisce solo il 23% del Prodotto Interno Lordo. Il 75% del Pil è opera del terzo settore. La crescente domanda interna dei servizi potrebbe essere la carta vincente, il volano dell’economia, ma solo se verrà attuata una restaurazione del sistema nella logica della concorrenza e della caduta dei monopoli corporativi.
BERLINI ALBERTO